L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) hanno pubblicato il rapporto annuale sulle zoonosi relativo ai dati raccolti nel 2024. Il documento raccoglie informazioni provenienti da 27 Stati membri dell’UE, dal Regno Unito (Irlanda del Nord) e da otto Paesi terzi, come previsto dalla Direttiva Zoonosi 2003/99/CE.
L’EFSA e l’ECDC hanno analizzato i dati di sorveglianza forniti dai Paesi partecipanti relativi a:
- casi umani di malattie zoonotiche;
- presenza di agenti patogeni in alimenti, animali, mangimi e ambiente;
- contaminanti microbiologici negli alimenti.
Gli esperti hanno valutato la qualità delle informazioni disponibili, le strategie di campionamento e la comparabilità tra i Paesi per individuare tendenze, criticità e cambiamenti nel lungo periodo.
Le zoonosi più segnalate nel 2024
Le cinque malattie trasmesse dagli animali all’uomo più comuni nell’UE nel 2024 sono state:
- Campilobatteriosi – 168.396 casi (55,3 casi ogni 100.000 abitanti)
- Salmonellosi – 79.703 casi (18,6 casi ogni 100.000 abitanti)
- Infezioni da Escherichia coli produttore di tossina Shiga (STEC) – 11.738 casi (3,5 casi ogni 100.000 abitanti)
- Listeriosi – 3.041 casi (0,69 casi ogni 100.000 abitanti)
- Echinococcosi – 984 casi (0,22 casi ogni 100.000 abitanti).
La campilobatteriosi resta dunque la prima zoonosi in UE, seguita dalla salmonellosi. La listeriosi si conferma meno diffusa ma più grave, caratterizzata dai più alti tassi di ricovero e mortalità.
Tra il 2020 e il 2024 si è osservato un aumento significativo di brucellosi, campilobatteriosi, salmonellosi, listeriosi e infezioni da STEC. Gli esperti attribuiscono questo trend a diversi fattori, tra cui la ripresa delle attività di sorveglianza dopo la pandemia, i cambiamenti demografici e alimentari (solo per la listeriosi) e l’uso di metodi diagnostici più sensibili (solo per STEC).
Focolai di origine alimentare in aumento
Nel 2024 l’UE ha registrato 6.558 focolai di origine alimentare, con un incremento del 14,5% rispetto al 2023. Aumentano anche i casi umani del 19,7% (62481) e i ricoveri ospedalieri del 15,2% (3336) mentre diminuiscono i decessi del 18,5% (53). Gli agenti più frequenti nei focolai alimentari sono Salmonella spp., Norovirus e Campylobacter.
Nello specifico, la Salmonella, associata a “uova e ovoprodotti”, ha causato il maggior numero di epidemie e ricoveri ospedalieri, classificandosi al quarto posto per numero di casi nelle epidemie di origine alimentare. Il Norovirus associato ad “alimenti misti” è invece risultato responsabile del maggior numero di casi.
La Salmonella nelle popolazioni avicole
Nel 2024 solo 14 Stati membri (più l’Irlanda del Nord) hanno raggiunto tutti gli obiettivi di riduzione della prevalenza di Salmonella nei polli e nei tacchini. Il numero è in calo rispetto al passato (15 nel 2023, 19 nel 2022). Negli ultimi anni si osserva una crescita della prevalenza di Salmonella spp. nei tacchini riproduttori e un aumento dei sierotipi positivi nei gruppi di avicoli monitorati.
Listeria monocytogenes: alta gravità
La listeriosi, pur essendo meno frequente rispetto ad altre zoonosi, rimane una delle forme più pericolose con i seguenti dati:
- 72,1% di ricoveri nei casi associati a focolai
- 8,3% di mortalità nei casi da focolaio
- 97,3% di ricoveri nei casi sporadici
- 15,6% di mortalità nei casi non legati a focolai
I controlli sugli alimenti hanno mostrato che solo nella categoria “prodotti di origine carnea, salsicce fermentate” più del 3% dei campioni superava il limite di sicurezza alimentare (100 UFC/g). In tutte le altre categorie alimentari i valori sono stati inferiori all’1%.
Aggiornamenti su brucellosi e tubercolosi
Brucellosi
- Nessun focolaio umano registrato nel 2024.
- 22 Stati membri sono dichiarati indenni da brucellosi nei bovini e 21 per ovini e caprini.
- Prevalenza minima nelle aree in eradicazione: negli ovini/caprini è scesa allo 0,04%.
Tubercolosi
- 17 Stati membri risultano indenni.
- In 10 Stati Membri, oltre che nell’Irlanda del Nord, sono attivi programmi di eradicazione.
- Negli ultimi cinque anni si osserva un lieve aumento dei focolai negli allevamenti.
Limiti e incertezze
Il principale limite riguarda la comparabilità dei dati: alcuni Stati Membri applicano criteri di campionamento o definizioni di caso differenti, soprattutto per focolai alimentari, campioni raccolti per verificare i criteri di sicurezza alimentare e controlli ufficiali sulla produzione. Per questo motivo, quando i dati risultano difficili da confrontare, gli esperti interpretano i risultati con grande cautela.
Per approfondimenti e dati completi, si rimanda alla consultazione del report integrale.
https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2025.9759
Fonte: EFSA
Osservatorio Regionale Sicurezza Alimentare Osservatorio Regionale Sicurezza Alimentare